Il corpo come primo territorio da abitare, conoscere, rispettare e difendere. Un luogo nel quale si costruiscono identità, emozioni, desideri e relazioni, ma sul quale possono anche esercitarsi controllo, imposizione e violenza.
Da questa riflessione nasce “IL CORPO È IL PRIMO TERRITORIO – Educare ai confini, costruire libertà”, il nuovo progetto promosso da U Jùse APS, nell’ambito dell’Officina Creativa Permanente di ESSERI URBANI, con il sostegno della BCC di Locorotondo, del Comune di Locorotondo e della Orizzonti Futuri ETS, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
Un’iniziativa che sceglie di andare oltre la celebrazione del 25 novembre, costruendo un percorso di prevenzione e consapevolezza attraverso due azioni complementari: “Sotto i nostri occhi – Secondo sguardo”, dedicata all’infanzia, e “Corpi e Confini”, laboratorio artistico partecipativo rivolto alla comunità adulta, che culminerà nella realizzazione di un’installazione pubblica.
L’obiettivo è affrontare le radici culturali della violenza, interrogando gli stereotipi, i modelli sociali e le rappresentazioni che condizionano il rapporto con sé stessi e con gli altri, e promuovendo una riflessione condivisa sul consenso, sull’autodeterminazione, sulla libertà e sul rispetto dei confini personali.
SOTTO I NOSTRI OCCHI – Secondo sguardo: educare a nuovi immaginari
Il primo percorso rappresenta la prosecuzione di “Sotto i nostri occhi”, il progetto realizzato nel 2025 da U Jùse APS, che aveva coinvolto oltre 700 alunni e alunne dell’Istituto Comprensivo “Marconi-Oliva” di Locorotondo in un’indagine sulla formazione degli stereotipi di genere nell’infanzia.
Le risposte, i disegni e gli immaginari raccolti erano diventati materia per una videoarte firmata da Davide Russo e per un percorso espositivo e di confronto, sviluppato anche con il coinvolgimento del Centro Antiviolenza Andromeda e dell’Archivio di Genere “Carla Lonzi” dell’Università di Bari.
Da quell’esperienza nasce oggi un secondo sguardo, che sposta l’attenzione dall’osservazione alla sperimentazione educativa.
“SOTTO I NOSTRI OCCHI – Secondo sguardo. Educare agli immaginari per prevenire la violenza” è un laboratorio gratuito rivolto a 10 bambini e bambine dagli 8 ai 10 anni, condotto dalla psicologa ed educatrice Margherita Notarnicola.
Attraverso il gioco, la narrazione, il confronto e le attività grafico-espressive, i partecipanti saranno accompagnatǝ nell’esplorazione delle emozioni, delle differenze, delle rappresentazioni di sé e delle aspettative sociali, imparando a riconoscere gli stereotipi, valorizzare la propria unicità e rispettare il proprio corpo e quello degli altri.
Il laboratorio si svolgerà il 30 ottobre e il 5, 12 e 20 novembre 2026, presso lo Spazio U Jùse, in Via Nardelli 19 a Locorotondo.
La partecipazione è gratuita, con prenotazione obbligatoria, fino a esaurimento dei dieci posti disponibili.
Informazioni e iscrizioni: info@esseriurbani.it – 3406683402 (WhatsApp).
CORPI E CONFINI: dalla riflessione individuale all’opera collettiva
Il secondo intervento, “Corpi e Confini”, è un laboratorio artistico partecipativo ideato e condotto dall’artista e visual designer Michela Neglia, con la collaborazione della psicologa e sessuologa Pierangela Vinci.
Il progetto nasce da una domanda: «Dove finisce il mio confine e dove comincia quello dell’altro?»
Un interrogativo che attraversa la dimensione personale e si estende a quella sociale, culturale e geografica, invitando a riflettere su chi abbia il potere di stabilire i limiti della libertà altrui.
Il laboratorio, rivolto a un gruppo di partecipanti adulti, si articolerà in due incontri, nei quali la riflessione psicologica e relazionale dialogherà con la sperimentazione artistica.
Il primo incontro si aprirà con un momento di confronto collettivo, facilitato da Pierangela Vinci, dedicato al corpo come spazio di identità e autodeterminazione, al consenso e al rispetto dei confini personali. Attraverso parole, immagini e suggestioni condivise, i partecipanti saranno invitati a elaborare contenuti e significati da tradurre successivamente in linguaggio visivo.
Seguirà la sperimentazione del bleach print, una tecnica di stampa su tessuto che utilizza la decolorazione per far emergere segni, immagini e tracce su superfici nere.
Il gesto artistico diventa così metafora del progetto: sottrarre colore per rendere visibile ciò che prima era nascosto.
Nel secondo incontro, i contributi individuali saranno messi in relazione attraverso una composizione collettiva, fino alla realizzazione di cinque grandi teli, ciascuno autonomo ma parte di un’unica opera.
L’installazione è destinata alla facciata del Palazzo Municipale di Locorotondo, dove, in occasione del 25 novembre, i cinque teli saranno esposti secondo una configurazione da concordare con gli uffici comunali, nel rispetto delle necessarie verifiche tecniche e delle condizioni di sicurezza.
Tre teli saranno sospesi dalla balconata centrale e due lateralmente dalla terrazza, lasciando libere le finestre degli uffici. Corpi, mani, profili e forme astratte emergeranno dal nero dei tessuti, evocando presenze, assenze, territori, margini e separazioni.
Un’opera che non intende rappresentare esplicitamente la violenza, ma rendere visibili i temi del consenso, della dignità, della libertà e del diritto di ogni persona all’autodeterminazione.
Il percorso sarà accompagnato da una restituzione pubblica e da strumenti di comunicazione accessibile, tra cui una videoguida in LIS.
Il laboratorio si svolgerà in due incontri a Locorotondo:
- sabato 7 novembre, Spazio U Jùse, via Nardelli 19, ore 16:00-19:00;
- sabato 14 novembre 2026, Sala Guarnieri, via Cavour 165, ore 16:00-19:00.
La partecipazione è gratuita, con prenotazione obbligatoria, fino a esaurimento posti disponibili.
Per informazioni e iscrizioni: info@esseriurbani.it – 3406683402 (WhatsApp).
Un impegno che viene da lontano
“Il corpo è il primo territorio” si inserisce in un percorso pluriennale attraverso il quale U Jùse APS ha scelto di utilizzare l’arte e la cultura come strumenti di formazione, consapevolezza e confronto sui temi delle pari opportunità e del contrasto alla violenza di genere.
Un impegno che, negli ultimi anni, ha trovato espressione in iniziative differenti: dal live painting per le donne iraniane dell’8 marzo 2023 a “L’amore non ferisce!”, realizzato il 25 novembre dello stesso anno con l’installazione This is not consent di Michela Neglia sulla facciata del Municipio e cento sedie dedicate alle donne vittime di femminicidio; dal programma multidisciplinare “Trame di Genere”, nell’ambito di ESSERI URBANI 2024, fino al progetto educativo ed espositivo “Sotto i nostri occhi” del 2025.
Esperienze diverse, accomunate dalla convinzione che il contrasto alla violenza non possa limitarsi alla denuncia delle sue manifestazioni più evidenti, ma debba intervenire anche sui contesti culturali, educativi e relazionali nei quali prendono forma stereotipi, discriminazioni e rapporti di potere.
Con il progetto 2026, questo impegno compie un ulteriore passaggio, mettendo in relazione l’educazione nell’infanzia con la partecipazione della comunità adulta e trasformando lo spazio pubblico in un luogo di riflessione collettiva.
Due percorsi differenti, dunque, che condividono una stessa prospettiva: riconoscere i confini propri e altrui, rispettare le differenze, costruire relazioni libere dalla sopraffazione. Perché prevenire la violenza significa anche educare alla libertà di essere sé stessi, senza dover corrispondere a modelli imposti. E perché la prevenzione non limitarsi al 25 novembre.
U Jùse APS / ESSERI URBANI
Locorotondo (BA)
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