ARTISTA

MIRCO MATARANTE

Ostuni - Puglia - Italia

INFO & BIO

Mirco Matarante, artista e designer dalla produzione molto eterogenea. Alla formazione accademica segue una ricerca dai forti accenti sperimentali che gli consente di avvicinarsi a tecniche e materiali differenti: con un passato da graffitista, spazia dalla scultura alla pittura alle installazioni, pur mantenendo un rapporto speciale con la modellazione della ceramica. Co-fondatore del progetto Dunae di Cisternino, dopo aver partecipato a diverse edizioni di Esseri Urbani, attualmente cura la direzione artistica di diversi progetti per U Jùse APS in Valle d’Itria, dove attualmente vive e lavora.

Aediculae

Ashes to ashes

War is not my business

L'ARTISTA

Aediculae

Dittico in cartapesta e terracotta composto da una rappresentazione (iconografia classica) della Santa Vergine e di un Papa, i cui volti vengono sostituiti rispettivamente da una testa di cicogna e da una testa di serpente. I due altorilievi sono inseriti in due teche lignee e riprendono la tradizione locale delle edicole votive. Queste rappresentazioni vogliono con ironia far riflettere sulle credenze che hanno influenzato il nostro costume e le nostre abitudini, invitando il fruitore ad una più profonda analisi critica su ciò che viene spacciata come ‘verità assoluta’, non solo in ambito religioso ma in tutto ciò che interessa il sociale.

Zootopia – Locorotondo (BA) – 2019

Ashes to ashes

Con uno sconcertante ribaltamento di prospettiva, la società dei consumi è costretta a fare i conti con se stessa. Piccole città nella città immerse nella cenere e alla mercé di mani gigantesche, ci mettono in guardia dalle nostre stesse abitudini; il rispetto dell’ambiente e degli spazi urbani non può che passare attraverso la ricostruzione di un mondo a misura d’uomo.

Eterotopia – Noci (BA) – 2021

Ashes to ashes

War is not my Business è un atto di resistenza civile e poetica che trasforma il lutto in coscienza collettiva. L’installazione di Mirco Matarante, a cura di Francesca Rossi, è composta da 233 teschi in terracotta, ciascuno simbolo di mille vite spezzate nei conflitti del 2024. Il titolo, tra rifiuto e indifferenza, invita a interrogarsi sulle responsabilità individuali e collettive. Realizzata attraverso pratiche partecipative, l’opera restituisce all’arte una dimensione comunitaria e rituale. Più che rappresentare la guerra, la mette in discussione, chiedendo allo spettatore di trasformare lo sguardo in consapevolezza e azione.

Officina Creativa Permanente – Locorotondo (BA) – 2025