ARTISTA

ANGELA CONSOLI

Locorotondo - Puglia - Italia

INFO & BIO

Angela Consoli vive e lavora tra Bari e la Valle d’Itria. Ad una intensa attività artistica affianca l’insegnamento, l’organizzazione di eventi, mostre e spettacoli teatrali. Ha partecipato a numerosissime esposizioni personali e collettive in Italia e all’estero. Il recupero di oggetti in disuso raccolti sul territorio diventa il punto di partenza di una rielaborazione poetica che fonde tra loro tecniche e materiali differenti.

Supergechi

Sorvegliare è punire ?

Madre Terra

L'ARTISTA

Supergechi

I gechi sono molto comuni in tutti i paesi dell’area Mediterranea. Si possono scorgere nelle pietraie, sui muretti a secco e passeggiando di sera per i centri abitati. Si aggirano intorno alle luci artificiali, sempre circondati da insetti notturni. Immobili, fissano la preda a lungo e poi scattano rapidissimi. Sono considerati un portafortuna, segno di buona sorte e prosperità. Angela Consoli crea una coppia di gechi giganti, realizzati con tavole di legno provenienti da vecchie porte e finestre, recuperate nel territorio. L’uso di questo materiale per la realizzazione delle opere è dettata da una scelta stilistica che caratterizza la sua ricerca artistica e dal fatto che questi animaletti adorano fessure e stipiti di legno vecchio e umido.

Zootopia – Locorotondo (BA) – 2019

Sorvegliare è punire ?

Ben prima che il controllo delle nostre città venisse affidato alla tecnologia e alle moderne telecamere, erano gli abitanti a tener d’occhio – segretamente – se stessi. Smascherati, quegli occhi vigili e implacabili che scrutano e sorvegliano diventano familiari: mentre ci osservano, le finestre della città ci interrogano sul significato del “guardare ed essere guardati”.

Eterotopia – Noci (BA) – 2021

Madre Terra

Installazione site specific nata dall’incontro tra Angela Consoli e Michela Neglia, artiste di generazioni diverse, che intrecciano visioni su maternità, violenza di genere e resilienza femminile. L’opera dialoga con la memoria del luogo in cui un tempo sorgeva la Ruota degli Esposti, simbolo di separazione e dolore, mettendola in relazione con le storie contemporanee di donne segnate da guerra e violenza. Ispirata alla “Creazione di Adamo”, reinterpreta il gesto in chiave femminile: due figure, realizzate con materiali naturali e di recupero, si tendono la mano come atto di cura e ricostruzione. Simbolo di rinascita, l’opera trasforma lo spazio in luogo di connessione tra memoria, ferita e speranza.

Trame – Locorotondo (Ba) – 2024